LA MIA LIGURIA

LA LIGURIA È

UNA REGIONE STRETTA
DOVE TUTTO È RISICATO:
È RUVIDA, RIPIDA, DIFFICILE E FRAGILE.

 

Non è solo un luogo ma le persone che lo abitano,

è tutti i contadini che la hanno costruita, a fatica.

Questo è l’entroterra ligure, non un luogo lontano

centinaia di chilometri ma è tutto quello che dal

mare non si può vedere: una comunità resiliente,

sparpagliata in tanti piccoli borghi,

che vive di agricoltura.

L’entroterra è un intricato groviglio di strade strette,

di terrazzamenti sorretti da muri a secco, borgate

disabitate, scorci bucolici.

L’immagine più evocativa è fatta di alberi di ulivo

e poi frutteti, orti, vigne e aziende agricole.

Un’infinità di piccole imprese a conduzione

familiare, paesi di poche anime,

moltissime chiese e qualche bar.

LA LIGURIA È

UNA REGIONE STRETTA
DOVE TUTTO È RISICATO:
È RUVIDA, RIPIDA, DIFFICILE E FRAGILE.

 

Non è solo un luogo ma le persone che lo abitano, è tutti i contadini che la hanno costruita, a fatica. Questo è l’entroterra ligure, non un luogo lontano centinaia di chilometri ma è tutto quello che dal mare non si può vedere: una comunità resiliente, sparpagliata in tanti piccoli borghi, che vive di agricoltura. L’entroterra è un intricato groviglio di strade strette, di terrazzamenti sorretti da muri a secco, borgate disabitate, scorci bucolici. L’immagine più evocativa è fatta di alberi di ulivo e poi frutteti, orti, vigne e aziende agricole. Un’infinità di piccole imprese a conduzione familiare, paesi di poche anime, moltissime chiese e qualche bar.

LA MIA LIGURIA È

PERMEATA DI UNA

VITALITÀ SILENZIOSA.

 

Con la costa dietro le spalle, puoi sentire il solo rumore del silenzio in un territorio fatto di gesti semplici, ripetitivi; persone, sempre le stesse; attività lente; pentole che sobbollono; botteghe storiche e rintocchi di campane.

Il territorio è arido, è sassoso e impervio: qui crescono bene solo quelle piante che possono farcela da sole, che non hanno bisogno di molto, che si accontentano e nella difficoltà, esprimono tutto il loro potenziale. Il problema è l’abbandono.

La Liguria è una terra vendicativa, se non te ne prendi cura, ti volta le spalle. L’entroterra da solo non può sopravvivere, ha necessità di una costante manutenzione, dell’oculato intervento dell’uomo. Ma la terra spesso non interessa, sta in basso e per raggiungerla ti devi piegare, è un lavoro faticoso.

LA MIA LIGURIA È
PERMEATA DI UNA
VITALITÀ SILENZIOSA.

 

Con la costa dietro le spalle, puoi sentire il solo rumore del silenzio in un territorio fatto di gesti semplici, ripetitivi; persone, sempre le stesse; attività lente; pentole che sobbollono; botteghe storiche e rintocchi di campane.
Il territorio è arido, è sassoso e impervio: qui crescono bene solo quelle piante che possono farcela da sole, che non hanno bisogno di molto, che si accontentano e nella difficoltà, esprimono tutto il loro potenziale. Il problema è l’abbandono.
La Liguria è una terra vendicativa, se non te ne prendi cura, ti volta le spalle. L’entroterra da solo non può sopravvivere, ha necessità di una costante manutenzione, dell’oculato intervento dell’uomo. Ma la terra spesso non interessa, sta in basso e per raggiungerla ti devi piegare, è un lavoro faticoso.

Questa terra ha un potenziale immenso, inespresso,
imprigionato in un cultura agricola antiquata e ottusa.
La Liguria ha bisogno di rinascere, di investire su idee apparentemente folli,
di giovani liberi di cambiare strada, di innovare e rinnovarsi.

Questa terra ha un potenziale immenso, inespresso,
imprigionato in un cultura agricola antiquata e ottusa.
La Liguria ha bisogno di rinascere, di investire su idee apparentemente folli,
di giovani liberi di cambiare strada, di innovare e rinnovarsi

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