SONO GIADA, SONO GIOVANE,
HO VOGLIA DI FARE, DI CAMBIARE;
MI SONO REINVENTATA E HO CREATO PETRICOR

Sono Giada, sono nata il primo di aprile

e non mi sono mai piaciuti i compromessi.
Sono cresciuta in un piccolo paese

della Liguria di Ponente,

100 anime e 10.000 piante di ulivo,

in una famiglia di agricoltori.
Oggi, che forse non è più così sconveniente

essere contadini, ci chiamano imprenditori agricoli:

ecco cosa voglio fare da grande.

Mi è sempre piaciuto studiare

ma non sono mai stata una studiosa,

sono sempre stata curiosa,
attenta ai dettagli, alle piccole cose.
Ho scelto l’università due anni prima di concludere
il liceo, ho sempre avuto le idee chiare e la mia
passione per il cibo mi ha traghettata verso le
scienze gastronomiche.
A Pollenzo mi sono avvicinata al mondo del vino
che mi ha intrappolata nel suo vortice:

volevo sapere tutto.

Sono Giada, sono nata il primo di aprile

e non mi sono mai piaciuti i compromessi.
Sono cresciuta in un piccolo paese

della Liguria di Ponente,

100 anime e 10.000 piante di ulivo,

in una famiglia di agricoltori.
Oggi, che forse non è più così sconveniente

essere contadini, ci chiamano imprenditori agricoli:

ecco cosa voglio fare da grande.

Mi è sempre piaciuto studiare

ma non sono mai stata una studiosa,

sono sempre stata curiosa,
attenta ai dettagli, alle piccole cose.
Ho scelto l’università due anni prima di concludere
il liceo, ho sempre avuto le idee chiare e la mia
passione per il cibo mi ha traghettata verso le
scienze gastronomiche.
A Pollenzo mi sono avvicinata al mondo del vino
che mi ha intrappolata nel suo vortice:

volevo sapere tutto.

LA MIA FORTUNA PIÙ GRANDE È STATA QUELLA DI INCONTRARE PERSONE MOLTO DIVERSE DA ME PER CARATTERE, NAZIONALITÀ, AMBIZIONI CULTURA, VITA VISSUTA.

Viaggiare è stato fondamentale nel mio percorso formativo, sono andata alla ricerca di me stessa e ho scoperto, visto, mangiato e sentito cose incredibili.

Per ritrovarmi però, dovevo tornare al luogo in cui mi ero persa. Ma prima sono approdata a Milano, la città che mi ha insegnato di più: a lavorare, accettare le sconfitte, rimettersi in piedi, lottare e, dopo aver imparato, sono scappata.

A venticinque anni sono tornata alla mia terra, alla brezza costante, ai colori sgargianti e al profumo del nostro arido terreno dopo un temporale. Agli uliveti, il clima mite, l’indipendenza e la libertà.

LA MIA FORTUNA PIÙ GRANDE È STATA QUELLA DI INCONTRARE PERSONE MOLTO DIVERSE DA ME PER CARATTERE, NAZIONALITÀ, AMBIZIONI CULTURA, VITA VISSUTA.

Viaggiare è stato fondamentale nel mio percorso formativo, sono andata alla ricerca di me stessa e ho scoperto, visto, mangiato e sentito cose incredibili.

Per ritrovarmi però, dovevo tornare al luogo in cui mi ero persa. Ma prima sono approdata a Milano, la città che mi ha insegnato di più: a lavorare, accettare le sconfitte, rimettersi in piedi, lottare e, dopo aver imparato, sono scappata.

A venticinque anni sono tornata alla mia terra, alla brezza costante, ai colori sgargianti e al profumo del nostro arido terreno dopo un temporale. Agli uliveti, il clima mite, l’indipendenza e la libertà.

SIAMO UNA FAMIGLIA,

SIAMO PERSONE CHE CREDONO

IN UN PROGETTO.

 

Siamo individui che si stanno mettendo in gioco,

che si stanno reinventando,

che stanno vivendo una nuova sfida.

Siamo dei folli, consapevoli di esserlo.

Siamo esseri sensibili che si impegnano

per realizzare i propri sogni.
Siamo agricoltori, imprenditori,
operai, inventori.
Siamo tante cose e ne vogliamo
realizzare di più.

SIAMO UNA FAMIGLIA,

SIAMO PERSONE CHE CREDONO

IN UN PROGETTO.

Siamo individui che si stanno mettendo in gioco,

che si stanno reinventando,

che stanno vivendo una nuova sfida.

Siamo dei folli, consapevoli di esserlo.

Siamo esseri sensibili che si impegnano

per realizzare i propri sogni.
Siamo agricoltori, imprenditori,
operai, inventori.
Siamo tante cose e ne vogliamo
realizzare di più.

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